PARCOMANI DILAGANTE – COMUNICATO CONGIUNTO DELLE ASSOCIAZIONI VENATORIE

7/06/2014 – Abbiamo appreso e verificato che, in data 4/6/2014, la IV Commissione permanente presso l’Assemblea Regionale Siciliana (Territorio Ambiente) ha preso in esame un disegno di legge (DDL 463) che, tra l’altro, intende assimilare alle “aree protette regionali” le ZSC, le IBA e le zone umide.

Abbiamo dato incarico ai nostri esperti di approfondire gli evidenti profili di illegittimità costituzionale di detto disegno, che salterebbe a piè pari le procedure (ben definite dalla Legge Quadro nazionale) occorrenti ad ampliare l’elenco delle aree protette ed a costituire in tale regime nuovi territori in osservanza della vigente legge regionale.

Al momento rileviamo e sottolineamo il potenziale effetto devastante che potrebbe derivare dall’approvazione del DDL così come concepito: in tutti i Siti della rete Natura 2000 e persino nelle IBA l’esercizio venatorio sarebbe vietato, senza eccezioni.
Il che vorrebbe dire che in tutti gli arcipelaghi delle Isole minori sarebbe per sempre vietato il prelievo venatorio, così come in vaste aree della Sicilia (la gran parte della catena dei Peloritani, ad esempio).

Del tutto pretestuose e diremmo anche ridicole sono le motivazioni che ispirano un siffatto Disegno: la necessità di contrastare la crisi economica e rilanciare economia ed occupazione.
Sarebbe stato interessante ed illuminante, per la IV commissione parlamentare, invitare all’audizione i Sindaci dei Comuni il cui territorio è pressoché integralmente incluso nei Parchi esistenti per verificare quali effetti devastanti ha esercitato sull’economia dei loro paesi l’applicazione di un regime di protezione.

Gli stessi Sindaci, da anni, vanno chiedendo sempre più insistentemente una riduzione del perimetro dei Parchi al fine di tentare di risollevare le economie depresse dei Comuni da loro amministrati.
E allora c’è qualcosa che non funziona. Sospettiamo che, dietro questa improvvisa alzata d’ingegno, si muovano gli stessi manovratori che, nell’ultimo ventennio, sono riusciti a sottrarre ai cittadini siciliani (siano essi cacciatori, agricoltori, pescatori, allevatori) porzioni di territorio sempre maggiori per affidarli ad un’elite di associazioni ed organizzazioni che drena risorse e denaro pubblico per distribuirlo ai propri affiliati, senza restituire nulla di significativo alla collettività.

Ampliare la porzione di territorio agrosilvopastorale assoggettato a protezione con un colpo di penna, senza verificare le reali esigenze di tutela e gestione dei singoli siti, significa deprimere ulteriormente l’economia per agevolare i meccanismi di una politica clientelare più volte stigmatizzata dal Governo regionale.
Tale ultima grottesca vicenda fa il paio con quella, altrettanto assurda, del Piano Faunistico Venatorio Regionale, che non è neppure degno di esser chiamato tale, malgrado le centinaia di migliaia di euro impiegate per la sua redazione.

La Giunta regionale, nell’approvarlo a denti stretti, ha rilevato gravissimi vizi a carico dello strumento, impegnando l’Assessore all’Agricoltura e quello all’Ambiente ad una sua immediata revisione.

Peraltro il Piano è stato anche impugnato dai Cacciatori, dalle Associazioni Venatorie e persino da qualche Amministrazione comunale.
A distanza di quasi un anno non si è mosso nulla, nel silenzio assordante della politica.
La caccia e l’agricoltura costituiscono, ancora oggi, attività produttive non trascurabili, eppure messe a serio repentaglio dalle scelte subdole di chi ha preferito vietare anziché pianificare, proibire anziché regolamentare, mummificare anziché proteggere.

È per questo complesso di ragioni che intendiamo proclamare lo stato di agitazione di tutti i nostri associati, al contempo ripromettendoci di attuare ogni iniziativa utile a contrastare, in ogni opportuna sede, scelte politico- amministrative del tutto prive di logica.
In questo percorso che ci accingiamo ad intraprendere tenteremo di coinvolgere le categorie degli agricoltori e degli allevatori, più di altre penalizzate dalle gravissime lacune nella gestione del patrimonio faunistico e delle specie nocive.

Chiediamo infine all’On.le Presidente Crocetta di volere fissare un incontro con i rappresentanti del mondo venatorio al fine di affrontare, una volta per tutte, le problematiche ripetutamente accantonate dalla politica in favore di scelte contingenti ed opportuniste.

Le Associazioni Venatorie

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